
I capillari delle gambe (meglio sarebbe dire "le teleangiectasie") colpiscono circa il 50 per cento delle donne e il 10 per cento degli uomini di tutte le età. La familiarità è presente in tre casi su quattro e circa un terzo delle pazienti ne hanno notato per la prima volta lo sviluppo durante la gravidanza.
I capillari si formano per la presenza di una sottostante vena varicosa, in cui l'aumento della pressione venosa determina un'ulteriore dilatazione e neoformazione di vasellini superficiali. Anche se per questi pazienti il problema più grosso è di natura estetica, spesso sono presenti sintomi associati a tale condizione, soprattutto pesantezza e gonfiore delle gambe.
Le donne sono più colpite degli uomini e ciò è dovuto all'importanza dell'influenza ormonale nello sviluppo dei capillari delle gambe: la gravidanza è forse la condizione fisiologica più frequente in cui si formano i capillari. Quasi il 70 per cento delle gestanti sviluppa delle teleangiectasie alle gambe entro poche settimane dal concepimento, prima cioè che l'utero si sia ingrossato a sufficienza per impedire il reflusso venoso dalle gambe. Un problema che, però, nella maggior parte dei casi scompare 1-2 mesi dopo il parto. Ma anche le donne che assumono la pillola anticoncezionale presentano un aumento di capillari. E' quindi evidente che nelle donne gli ormoni femminili in qualche modo influenzano lo sviluppo delle vene varicose e dei capillari ad esse associate.
Alla base di una terapia dei capillari delle gambe vi è la chiusura dei sistemi di afflusso del sangue. Per esemplificare, una analogia appropriata è quella di pensare ai capillari serpiginosi superficiali come a "dita" e le vene varicose di alimentazione sottostanti come al "braccio". Il trattamento dovrebbe essere indirizzato innanzitutto al "braccio che alimenta" e solo se necessario esteso alle "dita" della varice. Una chiusura con iniezioni sclerosanti delle venule di alimentazione spesso fa sparire i piccoli capillari serpiginosi senza che vengano direttamente trattati. Quindi il metodo di prima scelta per trattare le teleangiectasie delle gambe sarebbe la terapia sclerosante, ma circa il 30 per cento dei pazienti così trattati sviluppa una iperpigmentazione post sclerotica, cioè delle macchie brune causate da microscopiche emorragie che derivano dai vasi danneggiati dalla scleroterapia. E poiché la ragione per cui i pazienti scelgono di trattare i capillari è di natura estetica, affinché un trattamento sia efficace deve essere relativamente privo di effetti indesiderati. Le macchie scure, che talvolta rimangono anche dopo una scleroterapia ben fatta, non possono perciò soddisfare le pazienti.
Per minimizzare gli effetti indesiderati della scleroterapia cercando di ottenere gli stessi risultati, sono stati quindi provati alcuni tipi di laser.
Il Laser Neodimio a impulso lungo è quello che ha dato i risultati migliori nel trattamento dei capillari delle gambe. Si tratta di un laser vascolare dotato di una alta penetrazione nei tessuti. Il capillare viene chiuso dall'energia laser, scomparendo oppure assumendo una colorazione scura. La cute non viene assolutamente danneggiata. I capillari trattati, per circa 3 settimane appariranno come dei cordoncini scuri (talvolta più evidenti di prima!), per poi scomparire. Per far scomparire il 70-80% dei capillari presenti sono in genere necessarie tre sedute, a distanza di due mesi una dall'altra. Il trattamento laser dei capillari delle gambe dà gli stessi risultati di una scleroterapia, ma ha il vantaggio della mancanza di dolore, della non invasività del metodo (non c'è l'ago!), della assenza di effetti collaterali (circa nel 30 per cento dei casi di scleroterapia rimangono delle antiestetica chiazze scure), della rapidità e quindi della possibilità in una sola seduta di trattare grandi aree.
CAPILLARI DEL VISO.
Data la localizzazione più superficiale di questi capillari, in genere è necessaria una sola seduta per chiuderli definitivamente. Anche in questi casi permane solo un lieve rossore per qualche ora dopo il trattamento.
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