Melanoma cutaneo: dai fattori che portano alla sua formazione alle armi per prevenirlo

I consigli di Vieri Grandi, specialista in Dermatologia

L’estate è finita, ma attenzione: bisogna continuare a pensare al benessere della nostra pelle partendo dalla prevenzione. Come? Attraverso controlli specialistici periodici per scongiurare la comparsa di tumori cutanei come il melanoma.

Che cos’è il melanoma

Il melanoma un tumore maligno della pelle, che può colpire qualsiasi parte del corpo, incluse le mucose (labbra e genitali), ed ha origine da una cellula che si chiama melanocita. Il ruolo principale di questa cellula è quello di produrre la melanina, sostanza che serve a dare colore alla cute e proteggerla dai raggi UV. È un tumore molto aggressivo e non più raro. I dati dell’AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) di fine 2020 parlano di oltre 12 mila casi in Italia nel 2019, con un trend di incidenza annuale in costante aumento. Il melanoma è il secondo tumore per frequenza negli uomini sotto i 50 anni e il terzo nelle donne sotto i 50 anni.

Le varie tipologie di melanoma

Da un punto di vista clinico, esistono 4 tipologie di melanoma. Il più comune è il melanoma a diffusione superficiale: si confonde con i nevi normali e si presenta con una piccola chiazza scura che, nelle fasi iniziali, cresce in superficie prima di diffondersi in profondità. Segue il melanoma nodulare, una forma più aggressiva che dal principio presenta un nodulo già filtrante, che porta ad un rischio maggiore di progressione della malattia. Tra i melanomi più rari troviamo la lentigo maligna, lesione che si espande superficialmente, tipica nei pazienti anziani, che colpisce quelle zone cronicamente foto esposte, in particolare il volto ed il cuoio capelluto. Il melanoma acrale lentigginoso, infine, è tipico del palmo delle mani e della pianta dei piedi: si presenta come una macchia nera che tende molto lentamente a crescere e solo in una fase molto tardiva forma dei noduli e diventa invasivo

I fattori che portano alla formazione del melanoma ed i soggetti più a rischio

I fattori di rischio sono numerosi. Per comodità si dividono in quattro categorie: la prima è di natura personale, ed include il numero di nei del soggetto e la presenza di nei atipici. Tra le caratteristiche personali, quindi genetiche, troviamo anche la tipologia di fototipo: i soggetti chiari, in particolare con capelli rossi, occhi azzurri o verdi, che si scottano facilmente, con le lentiggini, sono quelli più a rischio. La terza categoria fa riferimento alla storia familiare: fino al 15% dei pazienti con melanoma hanno familiarità, ovvero un parente di primo grado colpito dalla stessa patologia. A questa si unisce la storia personale di altri tumori cutanei non melanoma (le cosiddette lesioni precancerose/fotoaging). Infine, ci sono quegli aspetti di tipo esterno, che riguardano i soggetti che hanno avuto un’esposizione intensa e intermittente ai raggi solari, chi ha una storia di pregresse ustioni solari, chi ha fatto uso di lettini abbronzanti, specie se sotto i 35 anni.

Le armi più efficaci per prevenire il melanoma

La prevenzione è la migliore arma per evitare la comparsa del melanoma. In medicina esiste la prevenzione primaria – cioè anticiparne l’insorgenza evitando tutti i fattori di rischio attraverso una corretta fotoesposizione e l’utilizzo di fotoprotezione 50 -, e la prevenzione secondaria, che attraverso una diagnosi precoce permette di intervenire quando la malattia è ancora trattabile in fase iniziale. Questa passa da visite specialistiche periodiche e dall’autocontrollo, che il paziente dovrà effettuare su se stesso con cadenza regolare, osservando eventuali comparse di nuove lesioni cutanee o cambiamenti di lesioni già esistenti.

Come si svolge la visita dermatologica

Durante la visita specialistica, per prima cosa il medico raccoglie i dati anamnestici, che includono la storia personale e famigliare. Subito dopo, attraverso il dermatoscopio, che ingrandisce di 10 volte il neo e che grazie alla luce polarizzata permette di vedere i dettagli del pigmento, il dermatologo riesce a capire quali sono le lesioni sospette che vanno tolte e quelle che possono rimanere. Alla fine della visita, viene stilato un rapporto: se ci sono nei da tenere sotto controllo o da rimuovere chirurgicamente viene segnalato, altrimenti si danno delle indicazioni sull’utilizzo della fotoprotezione e sull’autocontrollo, consigliando un follow up che può variare tra i 12 ed i 18 mesi.

Le caratteristiche di una lesione sospetta: le regole dell’ABCDE

Una lesione sospetta si riconosce attraverso i 5 criteri dell’ABCDE

  •  A: ASIMMETRIA nella forma – un neo benigno ha tendenzialmente una forma regolare, mentre il melanoma tende ad essere asimmetrico;
  •  B: BORDI del neo sono regolari, nel melanoma frastagliati;
  •  C: COLORE nel neo benigno è omogeneo; nel melanoma è irregolare;
  •  D: DIMENSIONI che per i nei congeniti sono inferiori ai 5 mm, mentre nel melanoma supera questa dimensione;
  •  E: EVOLUZIONE, nel neo rimane stabile nel tempo, in caso di melanoma cambia nel corso dei mesi.

 

Per prenotare una visita dermatologica con uno specialista o per maggiori informazioni sulle tecniche di prevenzione compila il modulo che trovi qui oppure chiama il numero  055 410180.

Condividi sui Social