Insufficienza circolatoria degli arti inferiori: la risposta dell’esperto

Problematiche circolatorie che peggiorano durante l’emergenza Covid-19

Insufficienza circolatoria

Hai cominciato ad avvertire un dolore tipo crampo al polpaccio durante la marcia? Ti capita spesso di sentire le gambe appesantite e riscontrare gonfiore delle caviglie e dei piedi? Hai riscontrato la comparsa di vene dilatate e capillari? Questi sono tipici sintomi e segnali di un problema circolatorio, disturbi del sistema vascolare arterioso, venoso o linfatico.

Si tratta di disturbi più comuni negli anziani, ma possono manifestarsi anche in età non avanzata. Tali condizioni sono determinate dalla presenza di patologie importanti e nella maggioranza dei casi derivanti da cattive abitudini. La recente epidemia da Coronavirus, oltre ad incrementare il rischio di trombosi nei soggetti affetti da questa malattia virale, ha sicuramente determinato un incremento dei disturbi circolatori anche negli individui non infetti, per la sedentarietà e il poco movimento di questi ultimi mesi.

Insufficienza circolatoria: cause e sintomi

L’attività principale del nostro sistema circolatorio è quello di trasportare ossigeno in tutto l’organismo attraverso il sangue e allo stesso tempo di allontanare tutti i prodotti di scarto e l’anidride carbonica dal nostro corpo.

Uno dei primi campanelli di allarme di una cattiva circolazione arteriosa è la comparsa di un senso di stanchezza e di un dolore costrittivo localizzato alla gamba o alla coscia durante il cammino, dopo un percorso in genere costante. Tale sensazione regredisce quando il paziente arresta la marcia. Questi sintomi indicano la presenza di una riduzione del flusso arterioso agli arti inferiori, ancora sufficiente a riposo ma insufficiente quando per lo sforzo aumenta la richiesta di sangue in periferia (ischemia relativa). Quando il deficit circolatorio si aggrava il flusso di sangue può essere insufficiente anche a riposo, con comparsa di un dolore costante associato a pallore e riduzione della temperatura dell’estremità (ischemia assoluta a rischio per la vitalità dell’arto).

Le occlusioni arteriose sono causate nella maggior parte dei casi dalla degenerazione aterosclerotica arteriosa con formazione di placche che tendono ad ostruire i vasi. Questa malattia dipende da vari fattori di rischio:

  • Aumento del colesterolo nel sangue
  • diabete
  • fumo
  • ipertensione arteriosa
  • familiarità
  • Obesità/sedentarietà

 

Nei casi di ischemia lieve/moderata è sufficiente ridurre i fattori di rischio (abolizione del fumo in particolare), eseguire un costante esercizio fisico (camminare in maniera continuativa per 30-60 minuti) e sottoporsi ad una terapia farmacologica antitrombotica. Nei casi di ischemia più severa si rende necessario un trattamento di rivascolarizzazione (chirurgica o mediante dilatazione con palloncino).

L’insufficienza circolatoria venosa si manifesta invece con senso di pesantezza alle gambe e talvolta dolore, senso di prurito-formicolio alle gambe, crampi specie durante il riposo notturno, comparsa di varici (vene superficiali dilatate), teleangiectasie (capillari dilatati) frequentemente associate a lipodistrofia (cellulite) e comparsa di gonfiore (edema) delle caviglie e dei piedi.  Nei casi più gravi si manifestano alterazioni e secchezza della pelle fino alla comparsa di vere e proprie ulcere nelle regioni perimalleolari.

Abitudini di vita scorrette come la sedentarietà e lo stare in piedi molte ore di seguito, la familiarità, le gravidanze, le terapie ormonali, il sovrappeso, alterazioni ortopediche (postura e deambulazione) l’esposizione al calore sono fattori che favoriscono l’insufficienza venosa rendendo la circolazione più lenta e difficoltosa.

Come aiutare la circolazione sanguigna

Alcuni consigli utili per migliorare la circolazione venosa sono:

  • praticare regolarmente attività motoria
  • controllare il proprio peso
  • indossare calzature adeguate
  • usare calze elastiche adeguate
  • evitare l’eccesso di esposizione al sole e al calore

In cosa consiste una visita specialistica?

Quando si hanno i sintomi e segni sopra citati bisognerebbe sottoporsi ad una visita specialistica per inquadrare il problema circolatorio, per definire la terapia più opportuna e per ricevere consigli sulla prevenzione. La visita specialistica è sempre completata da un’indagine diagnostica non invasiva (EcoColorDoppler), che permette di visualizzare in tempo reale i vasi arteriosi e venosi, di valutarne lo stato delle pareti, la presenza di insufficienza delle valvole venose e di ottenere informazioni sulla velocità di scorrimento del sangue e quindi del flusso. Queste valutazioni consentono di definire la presenza di un problema circolatorio e individuarne l’origine.

Anche nel caso di problematiche prevalentemente estetiche (comparsa di capillari), prima del trattamento richiesto è necessario effettuare sempre un esame dallo specialista integrato tempo dalla valutazione EcoColorDoppler. In tale visita è indispensabile per il medico essere in possesso di un’anamnesi completa del paziente con informazioni di patologie pregresse, fattori di rischio, familiarità e stile di vita.

Presso l’Istituto Medlight è possibile eseguire:

  • trattamento delle varici degli arti inferiori mediante Scleroterapia (teleangiectasie – capillari, varici reticolari e varici di calibro maggiore anche con tecnica ecoguidata)
  • interventi flebologici ambulatoriali

 

La nostra struttura offre un percorso diagnostico-terapeutico completo dalla valutazione dei sintomi con studio diagnostico ultrasonoro alle indicazioni terapeutiche, grazie alla presenza nell’equipe medica del Dott. Stefano Matticari, specializzato in chirurgia vascolare.

Contattaci al numero 055410180 per fissare una valutazione specialistica o compila il form qui.

 

Condividi sui Social